Andalusia tour…Siviglia

La nostra vacanza in Andalusia finisce in bellezza! Eh si, perché l’ultima tappa del tour si conclude nella stupenda Siviglia ,capoluogo della regione. Ammetto che le mie aspettative su questa città fossero altissime, e il rischio di restare deluso era preventivabile, considerando pure la bellezza a cui i miei occhi si erano abituati fino al giorno prima a Córdoba e Granada. Arriviamo alla Stazione dei treni Santa Justa per ora di cena e ci dirigiamo con il solito, economico taxi verso la nostra sistemazione per le prossime notti. Il Mezquita Apartamentos si trova nel Barrio de Santa Cruz, a pochi minuti a piedi dal centro della città. Personalmente l’ho trovata un’ottima soluzione e mi sento di consigliarla. Unica pecca : il posto è un po’ nascosto e non è semplice da trovare, soprattutto se come noi si arriva di sera. Importante! il check-in è da effettuare presso l’Hostel Plaza Santa Cruz, nella vicina Calle Santa Teresa. Per cena restiamo nel quartiere e sfruttiamo la convenzione del ostello cenando con uno sconto interessante presso il ristorante El Pasaje. Cena ottima. Posto intimo e tranquillo. Dopo cena ci concediamo una passeggiata nei dintorni dopodiché andiamo a riposare.

Giorno 1

Il giorno dopo ci dirigiamo di buon mattino verso la Casa de Pilatos. Questa palazzo andaluso del XV secolo è essenzialmente in stile mudejar, come si può già notare dallo sfarzoso cortile interno decorato da meravigliosi azulejos (piastrelle in ceramica). Questo stupendo palazzo si sviluppa su due livelli ed è davvero imperdibile. Ogni salone trasuda di storia e presenta opere di inestimabile valore e lavorazioni architettoniche che lasciano a bocca aperta. Il secondo piano è visitabile solo con guida in inglese.

Usciti dalla struttura, ci dirigiamo verso il Museo del Flamenco. Abbiamo prenotato preventivamente lo spettacolo di un’ora su Internet. Molto suggestivo, il museo di per sè è carino e molto curato ma mi sento di consigliarlo solo con lo spettacolo annesso. Successivamente ci spostiamo a piedi verso il fulcro di Siviglia, Avenida De la Constitución, dove torneremo spesso nel corso dei due giorni. Raggiungiamo la riva del Canal de Alfonso XII, dove andiamo a visitare la celebre Torre dell’Oro. Costruita nel 1200 come torre militare difensiva, è visitabile e offre una splendida vista di Siviglia. Al suo interno ospita l’interessante Museo Navale che spiega la storia navale della città.

Siccome ai piedi della torre parte il bus turistico, usciti dalla struttura optiamo per fare il biglietto da 24 ore per poter spostarci agevolmente tra le diverse zone della città. La prima tappa dove ci fermiamo è quella che aspettiamo con ansia da giorni : Plaza de España. Inutile dire che appena arrivati, un’emozione indescrivibile ci scuote. Non esagero se affermo che a tutt’oggi sia una della cose più belle che io abbia mai visto. La sua inconfondibile forma semicircolare simboleggia l’abbraccio del continente spagnolo. Nel canale che attraversa la piazza è possibile noleggiare piccole imbarcazioni a remi. Il divertimento è assicurato! Passiamo qui diverse ore perché ad ogni angolo una prospettiva meravigliosa si apre ai nostri occhi. Qui troverete artisti di strada e improvvisati spettacoli di flamenco. Di fronte alla piazza si trova il Parco di Maria Luisa, dove consiglio una passeggiata rilassante. Verso sera torniamo in zona centro, dove mangiamo una sensazionale paella. Siviglia di sera è magica. Giriamo a lungo prima di andare a letto, pronti per il giorno dopo!

Giorno 2

Per l’indomani abbiamo prenotato tramite un sito internet la visita guidata alla Giralda, la Cattedrale e l’Alcazar. L’orario della visita è previsto per il dopo pranzo, quindi abbiamo tutto il tempo di recarci di buon mattino al celebre Archivio delle Indie, dove sono tenuti tutti gli archivi delle conquiste e delle colonizzazioni spagnole nelle Americhe. Imperdibile per gli appassionati di storia, io personalmente l’ho trovato interessante. La visita permette di fare un salto nel tempo di vari secoli e di vedere varie testimonianze dei rapporti tra Spagna e le rispettive colonie. L’edificio è Patrimonio mondiale del Unesco. Per il proseguimento della mattina, sfruttiamo il biglietto del pullman turistico fatto il giorno prima e ci rechiamo nel pittoresco quartiere Macarena. Questa zona ha conservato ancora il fascino autentico di un tempo. Vicino alle antiche mura della città ancora meravigliosamente conservate troviamo la statua della Virgin de la Macarena. Il fulcro di questo quartiere è Calle San Luis, dove passiamo un po’ di tempo tra negozietti e dove mangiamo un boccone. Riprendiamo il pullman nella vicina fermata e torniamo verso il centro per la visita tanto attesa. Il ritrovo è in Avenida de la Constitucion, dove nell’attesa mi fermo nel negozio del Siviglia Football Club per comprare qualche souvenir. La visita è in italiano ed inizia nella Cattedrale di Siviglia. Questa chiesa è la più grande di tutto la Spagna con i suoi oltre 11.000 mq. Questa meraviglia in stile gotico-rinascimentale sorge sulle fondamenta dell’antica moschea di Siviglia, demolita poi nel 1433. All’interno sono assolutamente da vedere la Tomba di Cristoforo Colombo, la Capilla Real, la Capilla Mayor e la Capilla de San Andrés, più innumerevoli opere di valore inestimabile. Proseguiamo all’esterno nel Patio de los Naranjos e saliamo sulla Giralda, il simbolo di Siviglia. Alta 70 metri, questo era l’originario minareto dell’antica moschea. Saliamo per le 34 rampe circolari e raggiungiamo la cima, da cui si gode di una vista grandiosa. Per ultimo entriamo nell’Alcazar. Questo maestoso complesso è tuttora la dimora dei reali durante le visite a Siviglia. Visitare l’Alcazar è come diventare un tutt’uno con i suoi palazzi, i patii e gli sconfinati giardini di una bellezza sontuosa. Per chi seguisse la celebre serie “Il Trono di Spade” , molte scene della quinta stagione sono state girate proprio qui, nel giardino e nelle sontuose stanze dei palazzi. Usciamo dall’Alcazar che è pomeriggio inoltrato e ci dirigiamo a piedi verso il Metropol Parasol, struttura di architettura contemporanea. Dentro al complesso c’è un museo dove si possono visitare gli antichi resti della città. Noi decidiamo di salire in cima per un panorama a 360 gradi della città. Nel biglietto è compresa una consumazione nel bar in cima alla struttura. Ceniamo in uno stupendo ristorante sulla via del ritorno. Anche qui cibo eccezionale, il modo migliore per finire una lunga ma stupenda giornata. Passeggiamo per vicoli inesplorati della città fino a notte fonda. Il giorno dopo ci svegliamo e facciamo un veloce giro nel Barrio Santa Cruz. Poi prendiamo un taxi che ci conduce all’aeroporto. La nostra stupenda vacanza è finita! Al prossimo viaggio!!!

DOVE SOGGIORNARE :

Mezquita Apartamentos

DOVE MANGIARE :

Ristorante LA MONDA – Calle Don Remondo 1

Ristorante GUSTO ( se volete mangiare una squisita Paella) – Calle Alemanes 23

Ristorante EL PASAJE – Calle Ximenes de Enciso 33

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Andalusia Tour…Granada

È con immenso piacere che vi racconto in questo articolo l’ultimo viaggio fatto il mese scorso in Andalusia. Da anni ormai avevo il desiderio di visitare questa terra, che mi ha da sempre incuriosito e affascinato. Premetto che per questo viaggio io e mia moglie , su consiglio di amici, abbiamo deciso di evitare l’automobile e di muoverci con i mezzi pubblici da una città all’altra. Scelta che personalmente rifarei, anche se ovviamente quest’opzione prevede a monte un’accurata organizzazione di giorni e orari. Ebbene, sabato 23 marzo partiamo carichi come non mai dall’aeroporto Marconi di Bologna (aeroporto collegato ottimamente con Andalusia) e atterriamo dopo due ore abbondanti di volo a Malaga. Da qui poi prendiamo il pullman ALSA (prenotato precedentemente dal’App) che ci conduce alla stazione dei pullman di Granada, la nostra prima destinazione. Prendiamo un taxi (molto meno caro dell’Italia) e raggiungiamo l’hotel Plaza Nueva. Questo hotel si trova in una posizione molto strategica e centralissima. Rapporto qualità prezzo ottimo. Andiamo a dormire, pronti per la prima giornata del nostro tour. Per l’indomani decidiamo di iniziare del quartiere più caratteristico della città, Albaycin. Patrimonio del Unesco, questo quartiere conserva ancora la sua connotazione tipicamente arabeggiante. Fatto di vicoli stretti e tortuosi, chiese e piazzette, salite e discese, è da godersi in tutta calma per scoprire i tanti scorci suggestivi che si presentano agli occhi.Noi partiamo da Calle Elvira, adiacente al nostro hotel, e proseguiamo su Calle Caldereria Nueva, che anche di sera merita di essere visitata perché molto animata e piena di negozietti tipici. Da qui passiamo per Plaza de San Gregorio e l’omonima chiesetta, e saliamo verso Calle Grifos de San Josè dove raggiungiamo Placeta de San Miguel Bajo. A pochi passi si trova il primo Mirador del quartiere, il Mirador de la Lona, dove si può ammirare tutta la città dall’alto. È una splendida giornata di sole, quindi dalla nostra posizione si riesce a vedere persino la catena montuosa della Sierra Nevada. Proseguiamo su Calle Santa Isabel la real , dove raggiungiamo Placeta Cristo Azucenas, e più avanti sulla destra troviamo il Mirador più famoso, quello di San Nicolas, che permette una visuale perfetta sulla fortezza di Granada, l’Alhambra. Ma a questo arriveremo dopo. Procediamo per Calle de San Nicolas (dove vediamo un caratteristico ristorante dalle pareti bianche letteralmente tappezzate di vasi fioriti) verso Arco de las Pesas, dopo il quale raggiungiamo Plaza Larga, la vecchia piazza del mercato. Qui ci fermiamo a bere qualcosa. Da qui proseguiamo in Calle Panaderos e la Cuesta del Chapiz, dove ci fermiamo a dare un’occhiata nel Palacio de Los Cordova.

Superato il palazzo, arriviamo al celebre Paseo de Los Tristes, luogo ideale per una sosta o per pranzare a base di buonissime Tapas spagnole.

Dopo una sosta rigenerante ci indirizziamo a piedi verso la perla di Granada: L’Alhambra. Dal Paseo de Los Tristes sono circa venti minuti a piedi in salita, però ne vale assolutamente la pena. Abbiamo prenotato online l’ingresso al prezzo di € 30 a persona, consiglio di prenotare anticipatamente altrimenti entrare in certi giorni può essere molto difficile. Il nostro biglietto dura tre ore e mezza, che sono sufficienti per un giro soddisfacente della fortezza. L’Alhambra è patrimonio mondiale del Unesco, nei suoi oltre 100.000 mq. Costruita nel XII secolo, rappresenta l’apice dell’architettura andalusa. Partiamo dalla Medina, la zona residenziale dove vivevano gli alti funzionari del regno, ma anche semplici impiegati e domestici di corte. Proseguiamo verso la zona dei palazzi Nazaríes (imperdibile il celebre Palazzo dei Leoni dove si trova la famosa Fontana), il Palazzo di Carlo V e l’Alcazaba (è d’obbligo salire sulla Torre de la Vela dove si gode di una vista mozzafiato sulla città). Concludiamo il tour con una visita ai meravigliosi giardini del Generalife.

Rientriamo con il Bus C32 che ci riporta in centro e ci concediamo un aperitivo a base di birra andalusa e tapas al “Los Diamantes” in Plaza Nueva. Dopo un giro in centro e una buona cena rientriamo in hotel e andiamo a riposare. Il programma del giorno dopo prevede la visita alla Abbazia del Sacromonte, edificio del 1610 situato in altura e raggiungibile solo con l’autobus C34. La struttura apre alle 10,30 e all’interno può essere visitata solo con la guida. Arriviamo con largo anticipo in modo da fare un giro a piedi nei dintorni. Il silenzio regna sovrano, lontano dai rumori della città e immerso nella vegetazione più selvaggia. Il giro è interessante, mi è piaciuto tantissimo la visita nella catacombe originarie del XVII secolo. Ritorniamo alla fermata dell’autobus, che in pochi minuti ci porta vicino al centro del quartiere Sacromonte, nei pressi del Teatro del flamenco. Qui l’atmosfera gitana è più viva che mai. Passeggiando tra le tradizionali Cuevas bianche, si ha l’impressione che questo quartiere sia sospeso nel tempo. Camminiamo alla scoperta di questa zona fino all’ora di pranzo. Questa può essere considerata la culla del Flamenco e infatti ogni tanto capita di imbattersi nei canti tipici e nei classici suoni della chitarra spagnola !

Per pranzo torniamo sempre in autobus verso il centro, più precisamente nella Plaza de Bib-Rambla, comoda alle attrazioni che vedremo nel pomeriggio: la Cattedrale, la Capella Real e l’Alcaiceria. Scendiamo in Plaza Nueva e andiamo a visitare la Cattedrale, che dista pochi minuti a piedi. Giunti nei pressi, restiamo colpiti dall’imponenza della struttura. La struttura è visitabile dalle 10 alle 18,30 e il biglietto d’ingresso costa 5€ compreso di audioguida, esattamente come la Capella Real. L’interno della cattedrale è stupendo e racchiude un sacco di opere davvero prestigiose. La Capella Real si trova di fianco alla Cattedrale, qui tra le varie meraviglie si trovano anche i resti dei famosi Re Cattolici, Ferdinando e Isabella, conservati in un’apposita cripta. Usciti dalla Capella Real ci dirigiamo verso l’Alcaiceria, l’originario mercato della seta di Granada. Si tratta di una zona ricca di storia e cultura locale, dove è ancora possibile comprare spezie ed oggetti artigianali interessanti ed esotici.

Si chiude così anche la seconda giornata in questa città misteriosa ed affascinante! A presto per la nostra prossima tappa!!!!

DOVE DORMIRE :

Hotel Plaza Nueva

DOVE MANGIARE :

Bar Los Diamantes – Plaza Nueva 13

Taberna Chica – Calle Jesus u Maria,2

La Route des vins en Alsace ðŸ‡«ðŸ‡·ðŸ·â˜€ï¸

PARTE PRIMA : OBERNAI

Ciao a tutti! Dopo aver effettuato il check-out nel hotel dove abbiamo soggiornato a Strasburgo, ci dirigiamo verso la celebre Route des Vins. Questo caratteristico itinerario si estende per 170 km da Strasburgo (Marlenheim per l’esattezza) fino a Thann attraverso vigneti, castelli medievali e paesini da fiaba. Percorrerla é un vero piacere per gli occhi e lo spirito, credetemi. Ovviamente, per pianificare il nostro itinerario ci siamo documentati precedentemente e abbiamo fatto una scelta su quali paesi visitare. Scelta tutt’altro che semplice! Ma andiamo con ordine. Da Strasburgo, in direzione sud, vista la giornata di sole limpido, ci dirigiamo verso la vicina Abbazia del Mont Saint Odile.

L’edificio domina dai suoi 760 metri di altezza tutta la pianura alsaziana, e da qui si può ammirare un panorama da brividi. Questo sito religioso, un tempo monastero, è dedicato alla omonima patrona dell’Alsazia ed è immerso nel verde e nel silenzio. Davvero meraviglioso. Qui potete trovare anche un bar e un ristorante per mangiare. Invece per chi ama camminare, dall’abbazia partono innumerevoli sentieri che permettono di visitare a piedi la zona circostante. Nel primo pomeriggio giungiamo al primo paesino dove sosteremo per la notte, Obernai. Questa pittoresca cittadina fortificata ha il suo fulcro nella centrale Piazza del Mercato. Da vedere il piccolo Canal de l’Ehn fino alla vecchia sinagoga, la ruelle de Juifs e i bastioni duecenteschi. Chiaramente il piccolo centro va girato a piedi con tutta la calma necessaria per poter ammirare tutte le bellezze che si mostreranno ai vostri occhi. Noi abbiamo soggiornato all’Hotel Sainte-Odile, in Rue de Marché, lo consiglio, piccolo ma curato e pulito.

SECONDA PARTE : BERGHEIM

Il mattino seguente sveglia presto e ripartiamo di buon’ora. Non vediamo l’ora di iniziare il nostro itinerario! Appena usciti da Obernai, i vigneti iniziano ad abbracciare il nostro passaggio lungo la strada. Proprio come ci eravamo immaginati. Ci fermiamo per una passeggiata tra questi meravigliosi colori autunnali, traboccanti di grappoli d’uva! Intorno a noi chilometri di natura che ci circonda. Un vero incanto! Ma é già ora di ripartire… la stupenda Bergheim ci attende!Se si ha voglia di visitare una cittadina pittoresca lungo la Route des Vins, ecco il posto giusto. Lasciamo l’auto nel comodo parcheggio all’entrata del paese ed entriamo dalla porta Haute, risalente al XIV secolo, che protegge la città sul versante occidentale. Pranziamo (ottimamente) nel caratteristico Auberge des Lavandiers e ci dirigiamo verso la Place du Marché, dove, grazie al sole che continua ad assisterci, le foto si sprecano. Un esplosione di colori e fiori si apre si nostri occhi, come in un quadro di Picasso. Da vedere consiglio l’Hotel de Ville, la chiesa, che risale al Trecento, l’antica Sinagoga nella Rue des Juifs, la Maison des sorcieres e la Promenade des Remparts, la camminata sui bastioni che offre l’opportunità di ammirare buona parte della città.

PARTE TERZA : RIBEAUVILLÉ

La tappa successiva é la celebre Ribeauvillé. Questa autentica perla Alsaziana é un paesino di poco meno di 5000 abitanti. La via principale del centro storico è la Grand Rue, sulla quale sorgono bellissimi edifici di origine rinascimentale. Tutto il centro cittadino è caratterizzato da belle chiesette medievali, piazzette da visitare e un’atmosfera magica. Una costruzione in particolare colpisce l’attenzione: si tratta della Pfifferhüs (o Casa dei Pifferai), la casa a graticcio più emblematica poiché qui un tempo si riunivano i menestrelli della città. Anche oggi Ribeauvillé dopo secoli attira artisti e menestrelli da ogni parte del mondo. Simbolo di Ribeauvillé è senza dubbio la pittoresca Tour des Bouchers. Per motivi di tempo abbiamo evitato il celebre tour dei 3 castelli, che dovrebbe essere a mio avviso molto interessante.

PARTE QUARTA : COLMAR

È quasi ora di cena e ripartiamo per la nostra prossima meta : Colmar. Qui decidiamo di soggiornare nel Hotel Ibis, a soli 400 metri a piedi dal centro storico. Usciamo a cena e ci addentriamo sulla piazza principale, camminando lungo vicoli deliziosi.

Ci troviamo subito di fronte all’imponente Cattedrale, meno famosa di quella di Strasburgo ma non per questo meno maestosa. Le luci che la illuminano nel buio notturno le conferiscono un’aria misteriosa e affascinante. Ceniamo e dopo un breve giro di perlustrazione nel centro storico andiamo a dormire, pronti per l’indomani. Questa cittadina é famosa per essere una delle più belle d’Europa, la parte vecchia sorprende per le casette di legno dalle pareti colorate, le stradine strette acciottolate, i fiori e i canali. Il suo fiore all’occhiello è senza alcun dubbio la Petit Venise, un vero e proprio quartiere di altri tempi. Il centro di Colmar é da girare con calma assoluta, per non perdersi nulla. Merita una visita anche la vecchia dogana, il Koïfhus, un antico edificio risalente al 1480 che troverete al civico 29 della Grand’Rue e che oggi ospita il mercato degli artigiani. La Collegiata di San Martino, chiesa gotica, è uno degli edifici da vedere passeggiando per la città. Poi consiglio di fare una passeggiata nel Tanner’s district dove troverete case a graticcio dove una volta abitavano gli antichi conciatori. Dopo un pranzo sulla riva del canale della Petite Venise nel ristorante Le Quai 21 (ottima scelta) decidiamo di fare una breve crociera sul canale per vedere la città da una diversa prospettiva. Finita la crociera, proseguiamo il nostro tour a piedi andando a vedere alcuni edifici tipici di Colmar, come la Casa delle Teste (con la facciata popolata da ben 106 piccole teste scolpite che le hanno meritato il nome) e la Maison Pfister con la facciata affrescata più bella che abbia visto. Durante l’unica mezz’ora di pioggia decidiamo anche di visitare il Museo Bartholdi. Per chi non lo sapesse, Bartholdi é l’autore del progetto della celebre Statua della Libertà. Il museo mi è piaciuto molto e lo consiglio caldamente.

QUARTA PARTE : RIQUEWIHR,KAYSERSBERG E EGUISHEIM

Per l’indomani ci siamo prefissati di fermarci in altri tre paesini : Riquewihr, Kaysersberg e Eguisheim.

Giungiamo a Riquewihr di buon mattino. Parcheggiamo la nostra macchina nel comodissimo parcheggio a pagamento appena fuori dal centro e ci addentriamo a piedi in questa meraviglia. Questo paesino da favola di circa 1200 abitanti vanta il titolo di “Borgo più bello di Francia” e credo che non sia esagerato. È stato tra l’altro fonte d’ispirazione per Hayao Miyazaki per la creazione delle ambientazioni del film “Il castello errante di Howl”. Perdersi qui significa perdersi in un luogo senza tempo , dove è impossibile appoggiare la macchina fotografica. A Riquewihr ci si ritrova improvvisamente immersi in scenari fiabeschi da cartolina. Il nostro tour a piedi parte parte dall’Hôtel de ville, costruito nel 1809 sul sito dell’antica porta inferiore della Città Vecchia. Poi percorrendo la via principale, Rue de Charles de Gaulle, si attraversa il centro storico. Camminando per le stradine del centro si rimane colpiti dalla bellezza delle case a graticcio tutte colorate. In lontananza il Dolder, torre di Riquewihr e simbolo della città, svetta nel cielo e domina il paesaggio. Molto carina la Chiesa di Notre Dame, per chi ama i musei consiglio il Musée de la Tour de Voleurs, collocato nell’antica prigione.

Kaysersberg è un’altra meta assolutamente imperdibile. Il suo nome tedesco significa “Collina dell’Imperatore” e a breve capirete perché. Questo paesino ha ricevuto il titolo di ‘Città fiorita’ alla fine degli anni Ottanta, e tuttora accoglie i visitatori con spazi verdi e aiuole fiorite e curatissime. Visitiamo tra le varie cose la Chiesa della Sainte Croix e il ponte fortificato. Alla fine della strada una scalinata ci conduce in 10 minuti di salita verso le rovine dell’antico castello e…la vista é da mozzare il fiato, e nessuna foto potrebbe rendergli l’onore che merita. Cielo azzurro, montagne e vigneti per chilometri e chilometri. Momento di assoluta perfezione. La salita non è particolarmente difficile ed è accessibile un po’ a tutti, quindi merita. Restiamo ad ammirare il panorama per una buona mezz’ora, dopodiché scendiamo e continuiamo ad inoltrarci per i vicoli della cittadina e per il centro storico, tra negozietti di souvenir. Facciamo un aperitivo nella bella piazzetta e ritorniamo con calma alla macchina.

Prima di cena ci siamo prefissati di visitare Eguisheim. Malgrado su Internet fosse descritta come una tappa imperdibile della Route des Vins, sarà in realtà il paese che ci darà meno emozione. Forse perché ormai i nostri occhi sono già abituati a così tanta bellezza e non riusciamo a coglierne lo spirito? Sta di fatto che il paese è comunque molto carino e una visita sicuramente la merita, percorrendo la Grand Rue e visitando la Chiesa parrocchiale e il Castello di San Leone, che domina l’omonima bella piazza, e nella cui cappella interna sono conservate le reliquie di Papa San Leone IX, che nacque qui nel 1002. Percorriamo la Rue des Remparts che circonda il centro della cittadina e ritorniamo in Place Chateau de Saint Leon, per bere qualcosa e rifiatare un po’. I chilometri percorsi negli ultimi giorni cominciano a farsi sentire! Inutile precisare che durante questi giorni, le degustazioni di ottimo vino sono state assai frequenti, visto il gran numero di cantine presenti in zona! Abbandoniamo a malincuore la Route des Vins e per la sera soggiorneremo nella vicina Mulhouse ( cittadina carina, consiglio soprattutto di visitare assolutamente il Museo dell’Automobile), mentre il giorno del rientro in Italia pernotteremo una notte nella interessante Lugano, in Svizzera.

Siamo giunti alla fine di un viaggio itinerante che ci porteremo nel cuore per sempre.E chissà, magari un giorno ritorneremo durante le vacanze natalizie, per assaporare questi luoghi sotto un altro aspetto! A presto con l’ultimo viaggio in #andalusia! 🇪🇸

(Riquewihr)

(Kaysersberg)

(Eguisheim)

Strasburgo, Capitale Europea e non solo….

Come promesso nel mio precedente articolo, vi voglio raccontare del viaggio on the road che ho fatto ad ottobre insieme a mia moglie in Alsazia. Per chi non lo sapesse, Strasburgo è la capitale non solo di questa bellissima regione, ospita il Parlamento europeo ed è bene protetto dall’Unesco. Si trova al confine con la Germania ed è stato il nostro punto di partenza per visitare l’Alsazia. Partiamo da Lucerna e arriviamo al centralissimo Hotel Ibis prima di cena. Effettuiamo il Check in e usciamo a piedi verso il centro che si trova a pochi passi. Ci colpisce da subito l’atmosfera e la vitalità di questa città. Ci dirigiamo verso Place Kleber e successivamente verso la vicina Place Gutenberg e…sulla nostra sinistra appare come in una visione la Cattedrale di Notre-Dame. Questa chiesa è qualcosa di assolutamente maestoso, ma illuminata di sera è a dir poco affascinante.


Ci fermiamo a scattare decine di foto e decidiamo di fermarci nella zona circostante per la cena, essendo piena di bar e deliziosi ristoranti. Optiamo per il ristorante Au Gutenberg, ottima location, prezzi onesti. Cenare ai piedi di questo monumento devo dire che è stata una grandissima emozione! Più tardi facciamo una passeggiata nei suggestivi vicoli intorno alla cattedrale, poi torniamo in hotel a riposare, in vista del indomani. Come ci capita spesso, mettiamo la sveglia presto e usciamo di buon mattino, zaino in spalla, pronti ad esplorare la città. Il meteo è variabile e fa freschino, ma non siamo preoccupati perché le previsioni mettono sole per la giornata, e così sarà… torniamo verso la Cattedrale, che visitiamo all’interno, e andiamo nel vicino ufficio dell’agenzia Batorama, per prenotare la crociera nei canali per il pomeriggio. Costo 13 euro a persona, ma ne vale davvero la pena. Nella piazza dominano Maison Kammerzell, una delle case a graticcio più antiche di tutta la Francia, ora adibita ad albergo, e l’elegante Palais Rohan, in cui si fondono perfettamente l’architettura classica e quella tipica della regione. Al suo interno si trovano 3 dei musei più importanti di Strasburgo, il Museo archeologico, il Museo delle belle arti e il Museo delle arti decorative. Dopo aver visitato la bellissima chiesa protestante di Saint-Thomas, ci dirigiamo verso la prossima tappa, in cui abbiamo altissime aspettative : La Petite France. Patrimonio dell’umanità dell’Unesco, questo quartiere storico ha mantenuto intatto nei secoli il suo incredibile fascino. Semplicemente imperdibile.

Consiglio di girarlo tutto a piedi e di perdersi tra le stradine,perché gli scenari si sprecano. Arrivati in Place Benjamin – Zix, ci spostiamo verso la famosa Maison des Tanneurs ( letteralmente la casa dei conciatori ), monumento storico che domina la piazza e che ora ospita un lussuoso ristorante. Le casette che si specchiano nei canali sono davvero suggestive e in certi momenti sembra di entrare in un mondo fiabesco. Il sole splende in cielo e questo aiuta a rendere tutto ancora più bello. Percorriamo tutta la zona fino ai Ponts Couverts, dominati dalle torri quadrate dei bastioni originari della città, e alla Diga Vauban.

Questo è uno scorcio molto interessante per godere di una vista spettacolare sulla città. Ci fermiamo ovviamente per il pranzo in un bar nella piazzetta centrale e poi con calma ci dirigiamo verso l’imbarco della crociera. Il tour dura poco più di un ora ed è un’ottima occasione per scoprire Strasburgo da un’altra prospettiva. Il giro si conclude nella zona più moderna della città, sede del Parlamento e della Corte Europea dei diritti dell’uomo. Scesi dall’imbarcazione, per il resto del pomeriggio visitiamo la zona circostante e ci buttiamo nei tanti negozi caratteristici alla ricerca di souvenir e di prodotti tipici. Per la cena optiamo per un locale molto caratteristico che abbiamo notato in precedenza vicino a Place Klebèr, La Lantèrne, scelta che si rivelerà decisamente azzeccata.

Dopo una passeggiata nel centro illuminato, torniamo in hotel. Per l’indomani dedichiamo la mattinata a visitare le Quartier Allemand, iniziando da Place de la République.

Prendiamo la Metro in Place Kléber e dopo 2 fermate arriviamo a destinazione. Questa piazza storica è circondata da imponenti edifici tra cui spicca il bellissimo Palais du Rhin, il palazzo della Prefettura, la biblioteca universitaria e il Teatro della città. Proseguiamo a piedi verso la vicina Chiesa di Saint Paul.

Non è possibile visitarla al suo interno, ma da fuori è davvero stupenda. Da qui costeggiamo il canale e raggiungiamo a piedi Place de Broglie, ultima tappa del nostro soggiorno in questa meravigliosa città. Un panino veloce e ripartiamo verso Obernai, che sarà la nostra prima destinazione della Route des Vins. Questo suggestivo itinerario, lungo 120 km da nord a sud, attraversa uno scenario spettacolare fatto di vigneti, boschi, castelli arroccati e bellissimi paesini. Ovviamente non è impossibile visitarli tutti, personalmente mi sono documentato da casa sul web e mi sono fatto un’idea precisa su cosa voler esplorare. Nella prossima parte vi racconterò tutto. Stay tuned !!!

Lucerna,un imperdibile gioiello svizzero

Lo scorso mese io e mia moglie abbiamo deciso di visitare l’Alsazia. Siccome la tratta per raggiungere Strasburgo è molto lunga (da noi sono quasi 700 km), abbiamo deciso di fare tappa per la notte in Svizzera. Dopo varie ricerche, la nostra scelta è caduta su Lucerna, che si rivelerà una scelta quanto mai azzeccata. Si, perché Lucerna è una stupenda cittadina che sorge sull’omonimo lago, immersa in un panorama montano da cartolina. Per entrare in Svizzera è necessario esporre sul parabrezza dell’auto la “vignetta”, costa 39€ per tutto l’anno solare e la potete comprare direttamente alla dogana. Dopo aver raggiunto Lucerna nel tardi pomeriggio, ci dirigiamo al nostro alloggio. Abbiamo preventivamente prenotato online il Businesshotel Lux, ottima struttura che consiglio caldamente. Per cena restiamo nella zona dell’hotel e ceniamo al Ferus, molto caratteristico, cibo e birra ottimi. Il mattino seguente ci svegliamo presto e ci dirigiamo come da programma nel centro storico di Lucerna. Di fronte all’hotel passa ogni 5 minuti il bus che grazie alla card consegnataci dall’ hotel ci porta gratuitamente proprio a ridosso del centro storico. Questa pittoresca zona racchiude tutte le cose fondamentali da vedere e una giornata é più che sufficiente. Cominciamo il nostro itinerario con l’imperdibile Ponte della Cappella, il simbolo della città. È il ponte in legno più lungo d’Europa. Lungo 170 metri, è stato costruito intorno al 1300 e attraversa il fiume Reuss. È decorato per tutta la sua lunghezza da stupende tavole pittoriche raffiguranti la storia della città. Di fianco svetta la celebre Torre sull’acqua.

Proseguiamo verso Piazza della Cappella, una delle più caratteristiche della città, e Piazza del Mercato (Kornmarkt) dove svetta dominante la Torre del Municipio, del 1600, inconfondibile per il suo orologio. Il centro storico è davvero caratteristico, con le case a graticcio e gli edifici dalle facciate affrescate. La prossima metà è Weinmarkt, letteralmente Piazza del mercato del vino, dominata da una bellissima Fontana, e Mühlenplatz, la Piazza dei mulini, che da il nome al altro celebre ponte di Lucerna. Come il precedente, anche questo è decorato da meravigliose tavole pittoriche, ma in questo caso il soggetto è una Danse Macabre che raffigura varie scene di morte. Dopo averlo attraversato, ci dirigiamo verso le originarie mure storiche della città e successivamente prendiamo la vicina funicolare che alla modica cifra di 2 euro a persona ci conduce al Gutsch, un antico castello ora ristrutturato e adibito a ristorante. Il castello è situato su un’altura dove godiamo di una vista mozzafiato su Lucerna e le montagne circostanti , grazie alla meravigliosa giornata di sole.

Ritorniamo in centro per una passeggiata rilassante sul lungolago passando per la Chiesa dei Gesuiti, chiesa barocca del 1600, fino ad arrivare alla stupenda Collegiata dei santi Leodegario e Maurizio. Realizzata sulle fondamenta di una basilica romanica bruciata nel 1633, fu completata nel 1639.

Entrambe meritano assolutamente una visita al loro interno. Dopo pranzo ci concediamo un po’ di relax in uno dei bar sul lago e dopo un giretto nei negozi del centro, nel tardo pomeriggio salutiamo Lucerna, e ci dirigiamo in territorio francese, destinazione Strasburgo! Stay tuned !!! 🔜 Alsazia e la Route des Vins !

Minorca Mon amour Part 2

Spero che la prima parte del mio racconto vi sia piaciuto. Venite con me per scoprire le altre meraviglie imperdibili dell’isola…

Per la giornata di giovedì decidiamo di visitare la zona sud-ovest dell’isola, in particolare il programma prevede due tra le spiagge più belle dell’isola : CalaMacarella e CalaMacarelleta. Le aspettative sono tantissime ma verranno ampiamente soddisfatte.           Ci dirigiamo di buon mattino verso Ciutadèla e proseguiamo in direzione della spiaggia. La strada per Cala Macarella sembra non finire mai, tanto che a un certo punto siamo convinti di esserci persi in una stretta carraia in aperta campagna. Per fortuna, troviamo un cartello stradale che indica la spiaggia, segno che siamo nella direzione giusta. Finalmente giungiamo a destinazione. Anche in questo caso troviamo un ampio parcheggio gratuito a nostra disposizione. Sappiamo di dover camminare non poco per raggiungere l’agognata spiaggia, ma con la certezza che ne varrà la pena. Dopo quaranta minuti di sali e scendi nella vegetazione (il tutto è fattibile anche con passeggini alla mano, quindi non spaventatevi) finalmente scorgiamo dal sentiero il mare cristallino.   In spiaggia troviamo il bar attrezzato per bere e mangiare qualcosa. Cala Macarella è davvero molto bella, ma malgrado la lunga camminata decidiamo subito di proseguire per raggiungere Macarelleta, che tutti su Internet dipingono come la più bella di tutta Minorca. Per raggiungerla bisogna percorrere un’angusto percorso panoramico lungo la costa, con delle viste da mozzare letteralmente il fiato. Ogni scorcio è perfetto per riposarsi e scattare qualche bellissima foto. La caletta è davvero paradisiaca, anche meglio di Macarella. L’acqua è freddina, ma il bagno non si può non fare. Sembra di essere alle Seychelles! Faccio snorkeling, mentre bellissimi pesci nuotano tutt’intorno. Bellissimo. Per il pranzo verso le 14:30 torniamo a Macarella, e facciamo un altro bagno, poi una utile siesta sotto la pineta. Restiamo fino a metà pomeriggio, per il proseguimento del pomeriggio decidiamo di andare a visitare il FarodiCavalleria, non lontano da Platges de Fornells. La strada per raggiungerlo è davvero molto suggestiva, godetevela con calma e assaporate ogni scorcio. Arrivati nei pressi del faro, facciamo un giro tra le rocce nei dintorni, poi ci fermiamo a bere qualcosa nel bar adiacente. L’alone di fascino che ci aveva lasciato il faro di Favaritx è un’altra cosa, ma il posto è molto carino. Tutt’intorno chilometri di landa desolata e mare azzurro, nel silenzio più assoluto. Durante la strada del ritorno ci fermiamo in una bellissima caletta, nascosta tra gli scogli. Qui la natura lascia il posto a un terreno dalla conformazione rocciosa, uniforme ma con colori davvero particolari. Per cena decidiamo di seguire il consiglio delle ragazza della reception che ci ha accolto al nostro arrivo al resort, e andiamo a mangiare al vicino Bar Okapi.Il bar in questione altro non è che un Cocktail bar le cui specialità sono, manco a dirlo, le Tapas. Essendo il locale in altura, la vista sulla baia è a dir poco fantastica. La cameriera è davvero gentile e molto cordiale, ci consiglia nel suo fantastico accento spagnolo qualche piatto che meriterebbe di essere provato, e alla fine siamo ampiamente soddisfatti. Torniamo al resort e andiamo a riposare.

La meta per il giorno seguente si trova di nuovo nella zona Sud dell’isola, questa volta la scelta ricade su un’altra spiaggia che sembra imperdibile, CalaTurqueta. La spiaggia è vicina a Macarella, pertanto lo scenario è abbastanza simile, il mare è fantastico e la spiaggia molto larga. Alle nove siamo già in costume a scattare foto e, come già capitato, la spiaggia è ancora relativamente deserta quindi ci godiamo il mare in completo relax. Verso mezzogiorno, molto divertente il siparietto di un simpatico ragazzo del posto che arriva con una carriola piena di cocco, melone e anguria da tagliare sul momento e vendere ai turisti mentre canta in spagnolo! Io e mia moglie optiamo per un pezzo di cocco, buonissimo e freschissimo. Nel primo pomeriggio decidiamo di spostarci verso la prossima destinazione, Ciutadèla. Non partite da Minorca senza aver visitato questa cittadina! Bellissimo perdersi nei piccoli vicoli e nei negozi di prodotti tipici. La Plaza del Born è il primo posto che visitiamo ed è davvero stupenda e trasuda di fascino e storia nei suoi edifici di tufo. Passiamo qui tutto il resto del pomeriggio, girovagando nel centro senza una meta ben precisa, ci fermiamo in un bar a bere qualcosa di fresco vista la calura estiva, poi per la sera decidiamo di scendere al vicino porto e iniziamo a curiosare nei vari locali sul lungomare, lungo la Carrer Marina. Rientriamo al nostro alloggio per cena.

Siamo arrivati, ahimè, all’ultimo giorno della vacanza. Come scelta per la giornata, abbiamo deciso di andare nella spiaggia più particolare e caratteristica di Minorca, CalaPregonda, la famosa spiaggia rossa di cui tutti parlano. La spiaggia si trova a Nord, quindi vicina al nostro resort. Parcheggiamo l’auto nell’ampio parcheggio sterrato e ci prepariamo a fare una lunga camminata sotto il sole. Consiglio : munitevi di cappello per evitare una bella insolazione! A differenza delle altre spiagge, qui di vegetazione, manco l’ombra! Prima di arrivare alla cala, incrociamo altre due spiagge ma proguiamo decisi verso il nostro obiettivo. Il paesaggio di terra rossa è davvero fantastico, sembra di trovarsi a camminare su Marte. Arrivati a destinazione, la spiaggia è incredibilmente tutta per noi.  Piantiamo l’ombrellone e io decido di buttarmi subito in acqua con la maschera. La spiaggia è riparata dal vento e il mare è una tavola. La cala è divisa in due da un promontorio, a voi la scelta se proseguire o fermarvi nella prima spiaggia come abbiamo fatto noi. Restiamo fino a dopo pranzo poi ritorniamo al parcheggio, non prima di esserci fermati nel grazioso ristorante all’aperto. Non contenti, ci dirigiamo verso il sud dell’isola, per visitare un delizioso paesino : BinibecaVell. Passeggiare nel piccolo centro tra le strettissime viuzze sormontate dagli alti muri bianchi è un’esperienza assolutamente da fare. Davvero romantico, sembra di entrare in un mondo inesplorato. Il paese si trova sul mare e questo rende l’atmosfera ancora più magica. Prima di tornare al nostro resort per l’ultima sera minorchina , prendiamo un aperitivo in uno dei tanti bar nella zona del centro. Domattina presto abbiamo l’aereo da Mahon, direzione Bologna. La nostra vacanza è già finita, ma ci rivedremo sicuramente, Minorca!

Per concludere, Minorca è una meta che consiglio a chiunque sia alla ricerca di un’isola tranquilla, facile da visitare, con un mare stupendo e un’entroterra tutto da esplorare.        Con i suoi 216 chilometri di litorale, ha spiagge e calette per tutti i gusti, dalle più selvagge e incontaminate del nord alle più attrezzate e turistiche del sud. Consiglio ovviamente di noleggiare un’auto e girarla in lungo e in largo, l’isola è tagliata in due da una lunga superstrada di 53 chilometri che da ovest a est permette di raggiungere qualsiasi destinazione in meno di un’ora. Invece, per i più avventurosi, ricordate che il CamideCavalls è la vostra meta ideale. 185 chilometri di sentieri che si snodano in 20 tappe di grande interesse naturalistico, immersi nel verde dell’isola. Un must per gli amanti della bicicletta e del trekking.

Cos’altro dire se non…..See you soon, Minorca !

Minorca Mon amour Part 1

Come promesso, voglio raccontarvi la settimana che io e mia moglie abbiamo deciso di trascorrere nella meravigliosa Minorca. La settimana in questione risale a circa un’anno fa, dal 21 al 28 maggio 2017. Spero così di poter ispirare qualcuno di voi che magari stia ancora valutando dove passare prossimamente qualche giorno di vacanza. Sabato mattina partiamo alla volta di Bologna, dove lasciamo la nostra vettura al parcheggio Lowcost nei pressi di Calderara di Reno. La navetta in breve tempo ci conduce all’Aeroporto Marconi di Bologna, dove alle ore 10.20 parte il nostro volo, direzione Mahon, la capitale di Minorca. All’andata voliamo con Neos, e in poco più di un’ora giungiamo a destinazione. Ci dirigiamo verso l’uscita dell’aeroporto, dove ci accoglie un ragazzo della Owners cars, compagnia di autonoleggio con la quale abbiamo prenotato la macchina online. Saliamo sulla navetta e dopo aver raggiunto l’officina e aver espletato le pratiche al desk, saliamo su quella che sarà la nostra compagna di viaggio per i prossimi otto giorni, una Toyota Aygo grigia. Il viaggio verso il nostro resort a Fornells risulta essere molto piacevole, la prima impressione è quella di un’isola molto tranquilla, impressione che verrà confermata per tutta la durata della vacanza. Ovviamente la cosa è motivata dal fatto che ancora sia bassa stagione, anche se sull’isola per fortuna il meteo è ottimo e siamo già in piena estate. Lo scenario attorno a noi ci ricorda per certi versi i paesaggi brulli e selvaggi della Puglia e di Malta, ma con un suo fascino molto caratteristico. A partire dai numerosissimi cancelli in legno dalla tipica forma minorchina, che diventeranno uno dei simboli a me più cari. A metà pomeriggio arriviamo al Carema Resort, dove alla reception per fortuna ci accoglie Alice, una gentilissima ragazza Italiana di Milano. Il Resort è davvero enorme, dall’esterno può quasi apparire come un piccolo paesino sul mare, con le casette tutte bianche. Rimaniamo molto soddisfatti dalla nostra sistemazione. Dopo esserci rinfrescati e cambiati, scendiamo per fare una passeggiata nella zona e poi ci rechiamo al ristorante del resort, il Barbecoa Grill. Il resort domina la baia di Cala Tirant, che al tramonto risulta essere molto suggestiva. La temperatura di sera è fresca ma piacevole, durante la serata assistiamo pure a spettacoli di animazione per i più piccini organizzati dal resort. Gustiamo la nostra cena a base di ottimo pesce fresco e birra Estrella(per la quale nascerà un’amore che durerà tutta la vacanza), e dopo un giretto a piedi per le vie di Platges de Fornells andiamo a dormire, pronti per iniziare l’indomani la nostra avventura spagnoleggiante.

Il mattino seguente, siccome il tempo non è dei migliori, decidiamo di cominciare la vacanza con la visita alla capitale dell’isola, Mahòn. In mezz’ora arriviamo in zona porto e dopo aver parcheggiato la nostra fuoriserie, scendiamo una bellissima scalinata che ci porta nella via sul lungomare, la Moll de Levant. Questo è una zona molto frequentata, piena di ottimi bar, negozi caratteristici e ristoranti deliziosi. Lungo la costa, come di consuetudine, sono ormeggiate barche e yacht di tutti i tipi e per tutti i gusti. Alcune davvero bellissime. Fatte le consuete foto di rito, dopo una lunga passeggiata raggiungiamo il centro della cittadina. Il cielo si è schiarito, e la giornata promette di essere bellissima. Nella zona del centro si può visitare la chiesa di Santa Maria, che decido di visitare alla modica cifra di 2 euro. Passiamo un paio di ore a girare nel centro, sulla via del ritorno ci troviamo per caso davanti al Mercado de Pescado, dove la gente può assaggiare pesce fresco appena pescato. Anche se l’idea era di pranzare con dei panini, non riusciamo a resistere alla tentazione di assaggiare qualche prelibatezza del posto. Optiamo per una porzione di paella di pesce e un pinchos a testa. Davvero tutto squisito, questa paella in particolare sarà in assoluto la migliore che mangeremo in tutta la vacanza. Dopo questa inaspettata ma piacevole sosta, ritorniamo al molo, facciamo un giro tra le bancarelle di un mercatino e ci incamminiamo verso la macchina. La nostra prossima sosta sarà un paese vicino alla capitale, Es Castell. Decidiamo di visitare la zona più caratteristica, ovvero il porticciolo, che per le sembianze e le dimensioni ci ricorda un po’ Portofino. Al ritorno decidiamo di fermarci a bere qualcosa al bar Sa Barqueta, dove prendiamo l’immancabile birra e un sacco d’ananas. Siccome la zona è molto vicina alle spiagge del sud est dell’isola, decidiamo di andare a vedere una caletta lì vicino, Binisafuller, nei pressi di Binisafua. Purtroppo, il cielo si copre e non riusciamo a godere e a percepire appieno la bellezza del posto e il colore cristallino del mare. Inizia a tirare un vento forte e, mentre guardiamo esterrefatti una coppia di ragazzi che fa il bagno mentre noi siamo infreddoliti vestiti, decidiamo che è arrivato il momento di andarsene.  La nostra prossima meta si trova sulla via del ritorno, il suggestivo faro di Favaritx. Premetto che quando mi ero documentato su Internet, l’avevo inserito nelle mie mete preferite. Il faro è situato all’interno del celebre Parc d’Albufera des grau. Seguiamo le indicazioni sulla mappa e a un certo punto ci troviamo davanti a un cartello che intima di non proseguire. In fondo alla scogliera di fronte a noi scorgiamo la cima del faro, ma è davvero troppo lontano per scattare qualche foto degna così decidiamo di proseguire. Intanto il paesaggio circostante si trasforma e la vegetazione selvaggia di qualche minuto prima lascia il posto a uno scenario lunare di ardesia scura, che ci lascia senza fiato. Davvero spettacolare. Ai bordi della strada, si aprono meravigliose calette che promettono scenari da cartolina. Fermiamo la macchina a circa mezzo km dal faro e scendiamo per proseguire a piedi. Il vento soffia forte, sembra quasi che la natura stia creando il giusto scenario per rendere questo spettacolo ancora più misterioso e affascinante. Arriviamo vicino al faro, ma la strada è bloccata per impedire alla gente di avvicinarsi. Mia moglie decide di fermarsi ma io vedo persone in fondo sulla destra e capisco che si può proseguire. Percorro un sentiero che in certi tratti si inerpica tra le rocce e a breve raggiungo un’ottima posizione. Scatto decine di foto da tutte le prospettive possibili, non contento arrivo fin sotto il faro. Il silenzio regna sovrano. Siamo solo io e il faro. Con il mare a fare da contorno. Stupendo. Resterei lì per ore ma ormai è tardi e il vento continua a soffiare forte, così scatto le ultime foto a questi posti stupendi e dopo essere tornati alla macchina proseguiamo verso la prossima tappa. Per la serata optiamo per un paese molto vicino al nostro resort, Fornells. Il paese non è nulla di che, carino ma non imperdibile. Grazioso paese di pescatori, si può visitare il piccolo centro storico con la larga piazzetta nella quale svetta la chiesa e il molo dove poter fare una passeggiata. In giro non troviamo nessuno. Per l’ennesima volta siamo colpiti dalla tranquillità di quest’isola. Proprio ciò che cercavamo. Scegliamo di cenare al Ristorante S’Ancora sul lungomare. Ottima scelta, e vino da ricordare. La prima giornata minorchina è così finita, soddisfatti andiamo a letto. La sveglia domattina suonerà presto, ma la cosa non ci spaventa. L’avventura è appena iniziata.

Oggi ci dirigiamo verso la prima spiaggia della nostra vacanza, Son Bou.Si tratta di un lungo lembo di costa di spiaggia chiara e mare davvero cristallino, che ricorda per certi versi il mare che avevamo tanto amato nella nostra vacanza in Salento l’anno precedente. Scattiamo qualche immancabile selfie e ci dirigiamo verso la fila di ombrelloni e sdrai. Noleggiamo 2 lettini per 15 euro, prezzo abbastanza equo, e ci rilassiamo un po’. O almeno ci proviamo, essendo molto accessibile la spiaggia è affollata e questo a tratti rovina un po’ la pace del posto. Mi concedo il primo bagno, visto che l’acqua è fredda ma non come pensavo. Dopo un po’ di tintarella (ma senza esagerare visto che siamo abbastanza bianchi) ci facciamo una passeggiata fino alla fine della spiaggia e fotografiamo con la Reflex qualche bellissimo scenario. Qui troviamo 2 ragazze naturiste, e saranno solo le prime, visto che Minorca ne è piena. Al ritorno ci fermiamo in un bar sulla spiaggia a prendere qualcosa da bere, poi torniamo al nostro ombrellone. Verso le 14 decidiamo di muoverci dalla spiaggia e di andare a visitare i negozi che si trovano sul viale per raggiungere il mare. Facciamo con calma perché per il proseguio del pomeriggio abbiamo deciso di visitare il sito archelogico di Torre d’enGalmes. Purtroppo su Internet c’è poca chiarezza sull’orario di apertura, ma ci fidiamo di un sito del posto che consiglia di andare verso le 16. Consiglio di andare subito la chiusura, perché in realtà il sito è sempre aperto e si possono risparmiare i soldi del biglietto d’entrata. Il percorso guidato attraverso il sito è davvero molto affascinante e ben curato, scatto centinaia di foto, il posto trasuda davvero di storia ed è molto suggestivo. Peccato solo per il caldo ma ne vale davvero la pena. Torniamo alla macchina e ci dirigiamo verso Es Mercadal, dove prima di tutto decidiamo di visitare il monte che domina la cittadina, el Monte Toro. Su Internet si parla della vista più bella di tutta l’isola ed effettivamente il colpo d’occhio è incredibile. Una visita è d’obbligo. In cima al monte è situato un Cristo gigante all’esterno del celebre Santuario, che visitiamo. Entriamo nel bazar dove compro un adesivo da attaccare all’auto e mia moglie compra una maglietta. Scendiamo poi verso il centro del paese, che francamente non ci dice nulla di che. Seguiamo i cartelli che indicano il percorso storico ma non vedendo nulla che ci attiri ben presto torniamo alla macchina per non perdere tempo.Torniamo al resort, mentre mia moglie si riposa un po’ io decido di andare a scattare qualche foto nei dintorni. In fondo alla strada si trova una piccola baia, per raggiungerla bisogna scendere una ripida strada sterrata, non senza qualche difficoltà raggiungo la spiaggia deserta e mi siedo per godermi il silenzio e il grido dei gabbiani che ogni tanto lacera questa pace celestiale.Per la serata ceniamo in terrazza nel nostro appartamento, durante un tramonto davvero affascinante.

Per l’indomani decidiamo di passare la giornata a cala Mjtiana, sulla costa sud dell’isola. Ennesima sveglia alle 7, in modo da arrivare presto in spiaggia. Parcheggiamo gratuitamente nell’area di sosta, pressochè deserta a quest’ora, e dopo venti minuti di camminata arriviamo in questa bellissima spiaggia dal mare cristallino. Per ora siamo poco più di dieci persone, quindi l’atmosfera è perfetta. L’acqua è perfetta, limpidissima e ideale per lo snorkeling. Purtroppo verso l’ora di pranzo arrivano frotte di turisti, ma il posto comunque merita davvero tantissimo. Nel pomeriggio decidiamo di dirigerci verso la vicina Cala Galdana. Non la troviamo fantastica, un po’ affollata e poco selvaggia, faccio il consueto bagno di rito e poi ci sistemiamo in pineta a riposare un po, prima di muoverci in direzione del vicino centro del paesino. Anche qui vediamo negozi molto carini, e acquistiamo qualche souvenir per ricordo. Verso sera andiamo a bere qualcosa presso il Bar Ristorante El Mirador, soprattutto per la fantastica vista sul mare che si può ammirare dalla terrazza del ristorante. Scattiamo tante foto, anche nella zona di passaggio del porto, dove il mare in certi punti ha dei colori fantastici. Ritorniamo al resort per la serata, dove ci gustiamo l’ennesimo paradisiaco tramonto.